Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Benvenuti all’inferno

Tv

La Parigi-Roubaix è una grande classica del Nord di ciclismo. Per la sua durezza è detta: "Una domenica all'inferno" o anche "l'inferno del Nord". Nomi paurosi per descrivere i terribili 53 kilometri di pavé che fanno parte del percorso e che rendono la gara proibitiva sia per i ciclisti che per le loro biciclette.

 Le rotture sono comunissime su questi mattoni dissestati e se poi c'è la pioggia, che qui al Nord della Francia è cosa comune, le cadute si moltiplicano. 


Pavè

  

(nella foto a sinistra, tv nel baule dell'auto e parabola fuori: come si segue la corsa in attesa dell'arrivo degli atleti)


Fabian Cancellara, svizzero, vince a mani basse. Se ne va in fuga a 50 kilometri dall'arrivo, da lontanissimo, quando il suo nemico numero 1, il belga Tom Boonen, si sta rifocillando. Nelle gare di un giorno tutto è concesso: non è un gesto antisportivo, ma scelta tattica. 

A Boonen, vincitore l'anno scorso, la barretta energetica rimane sullo stomaco e non riuscirà più a riprendere Fabian che va a vincere, con 3 minuti di vantaggio, la sua seconda Parigi-Roubaix a una settimana dal trionfo al Cancellara

 

Boonen

 

Cancellara quasi sorridente.

foto sotto: Boonen con espressione tirata, con Flecha a ruota.

altro link sul Sole