Successivo » « Precedente

LinkedIn: Nòva intervistava già Reid Hoffman

Reid hoffman

A Febbraio 2008 ho avuto l'opportunità di intervistare per Nòva Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn. 

Da oggi LinkedIn è anche in italiano come informano Luca Conti e Il Sole 24 Ore odierno con Luca dello Iacovo. 

Interessante saperne di più di LinkedIn e del pensiero del suo papà: Reid


Nòva ne parlàva quando in Italia il social network "di moda" era MySpace e Facebook un inglesismo sentito da qualche parte in vacanza.

 


Una società di raccomandati 

“L’evoluzione di LinkedIn porterà a una differenziazione qualitativa dei collegamenti. Sarà possibile gestire contemporaneamente legami forti e legami deboli”.

A parlare è Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn, che, tiene a precisare, non è solo un social network, ma un professional network.

“L'obiettivo è inserire LinkedIn in nuove prospettive e vedere cosa succede”. Lo dice strizzando l’occhio a Jimmy Wales, creatore di Wikipedia che è a due passi. Reid investe anche in Wikia, nuovo servizio wiki creato da Jimmy nel 2004.

“Quando qualcuno mi chiede cosa sia un social network, mi piace spiegarlo dicendo che ci sono vari aspetti della vita: quello sociale, quello professionale… Una metafora che mi piace utilizzare è che MySpace è il bar, Facebook è la casa o il luogo dove incontri gli amici del college e LinkedIn, invece, è l’ufficio. La differenza è che al bar vai a bere, in ufficio vai per lavorare”.


La sua volontà di sopravanzare gli altri social network è lampante. È deciso e svelto nel parlare Reid. Spesso inciampa nella frase che sta pronunciando perché ha già in mente quella successiva:”Facebook viene utilizzato in maggior parte per condividere foto. LinkedIn offre l’opportunità di trovare lavoro, di risolvere problemi legati al lavoro che hai già. Quello che mi sto impegnando a fare maggiormente in questo periodo è far capire come LinkedIn possa cambiare la vita delle persone”.


Non è semplice stare dietro al suo marcato accento californiano di Stanford.   


“In molti pensano che LinkedIn sia utilizzato esclusivamente per lavoro. Certo, è per lavoro, e il lavoro è una delle cose che trasforma la vita delle persone. Ma LinkedIn ha un altro valore aggiunto importantissimo: dà l’opportunità di risolvere i problemi di lavoro confrontandoti con qualcuno che ha avuto già lo stesso tipo di ostacolo. Una conversazione di trenta minuti con un altro utente può far risparmiare errori e settimane di tempo. Ogni individuo ha il potere di collaborare con qualcun altro tramite questo network. Chiunque cerchi un esperto, o anche un giornalista che cerchi esperti da intervistare”.


Reid sottolinea una peculiarità della sua creatura: la verticalità delle relazioni interpersonali in LinkedIn: “I legami tra gli utenti del mio network saranno rinforzati dalla funzione delle raccomandazioni”.


Termine detestato e tanto in voga in Italia, dove la raccomandazione è sinonimo di nepotismo e scorrettezza. All’estero è diverso, la raccomandazione è, nella maggior parte dei casi, un riconoscimento al lavoro svolto. La raccomandazione è una delle funzioni principali di LinkedIn.

I più attivi, nella rete creata da questo paffutello del West America, hanno decine e decine di raccomandazioni virtuali, ma bisogna aver fatto molti lavori e aver conosciuto molte persone, a loro volta utenti di LinkedIn.

Poi, sottolinea la differenza dei rapporti interpersonali tra la realtà di LinkedIn e quella di Facebook, dove si attuano rapporti di tipo orizzontale.

Quando chiedo a Reid quale sarà la qualità dei rapporti che un social network come il suo potrà garantire, lui ricorda quali motivazioni l’hanno spinto a ideare questo progetto:”Voglio creare una società migliore, facilitando i rapporti di lavoro, tramite questa mia opera di social networking. La microfinanza può aiutare i paesi in via di sviluppo, infatti finanzio un’organizzazione che si chiama Kiva. Consiste nel sostenere piccoli imprenditori. Ognuno ha la possibilità di dare inizio a un business personale e credo che l’imprenditoria sia la via per apportare grossi cambiamenti nel mondo. Vorrei che tutte le persone in ogni parte del globo siano connesse l’un l’altra”.


Reid crede fermamente nel lato positivo della globalizzazione.

Sul futuro.


“Abbiamo realizzato un nuovo prodotto a Novembre 2007, ma siamo a metà strada. Quello che vogliamo è mettere a disposizione notizie comuni a uno stesso network, in maniera tale da far condividere informazioni che interessino tutti gli operatori. Magari informazioni che il capo di una compagnia ritenga dovrebbero sapere tutti i suoi dipendenti”.


Sulla gerarchia organizzativa della sua compagnia è molto chiaro:“Ci sono precise linee di comando che si avvicinano più a una gerarchia militare che a una democrazia. Credo sia giusto che ci sia una persona che abbia la responsabilità precisa di rendere produttiva la società. Credo sia giusto anche nelle società virtuali”.

 


Commenti

Scrivi un commento