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Metti un ICT nel motore UE

(mio articolo di oggi su Nòva24 cartaceo)

Maggior competitività, ma la UE resta indietro Immagine  

L’ICT è il motore della competitività europea. È quello che emerge dalla relazione sull’economia digitale pubblicata dalla Commissione europea. L’Information Technology ha aumentato la produttività del 50% negli ultimi 15 anni, tanto da divenire un vanto per l’UE ed essere definita: “la chiave per la prosperità futura del Vecchio Continente”. 

Nel periodo 2004-2007 gli investimenti nell’ICT hanno dato i loro frutti anche nel resto dell’economia:

 i benefici apportati dal settore delle tecnologie dell’informazione
e delle comunicazioni sono quantificabili in 600 miliardi di euro e sono pari al
25% degli investimenti totali commerciali nella ricerca e nello sviluppo.
Tuttavia l’UE è ancora indietro rispetto agli Usa per i benefici apportati
dall’ICT: la Commissione prevede di agire attuando riforme strutturali. 

“Dobbiamo in ogni caso puntare su un
maggiore espansione di Internet per offrire a tutti gli aiuti dell’economia
digitale”
ha detto Neelie Kroes, commissario dei 27 Paesi membri per la
Digital Agenda presentata in settimana. I dati sulla fruizione di Internet non
mostrano differenze sensibili: il 48% dei cittadini europei utilizza Internet
quotidianamente e il 60% regolarmente, negli Stati Uniti il 65% ha utilizzato
Internet negli ultimi tre mesi mentre il 56% ne fa un uso giornaliero. 


Un terzo della popolazione non ha mai usato Internet: il 32% negli Usa e il 30%
nell’Unione Europea, che prevale per avere il mercato della banda larga più
grande al mondo, un quarto dei cittadini ha un abbonamento per servizi a banda
larga fissa.


Riguardo alla velocità
delle connessioni il
gap con paesi
come Giappone e Corea è ancora lontano dall’essere colmato: solo il 18% delle
connessioni ha una velocità superiore a 10 Mbps, l’80% supera i 2 Mbps, tutto
ciò a sfavore delle applicazioni che richiedono una velocità maggiore, come la
TV on demand.


L’ambizioso obiettivo è
di mettere a disposizione dei cittadini europei l’accesso alla banda larga con
velocità di 30 Mbps realizzando reti di nuova generazione. Rientra nella strategia
Europa 2020 che mira a
una crescita intelligente
attraverso lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e
sull’innovazione.
Il 3% del PIL dell’Unione Europea sarà investito nella
Research and Development anche per supportare
i Paesi in cui la ricerca scientifica è poco incentivata, come l’Italia.


di Giovanni de Paola

giovannidepaola.nova100.ilsole24ore.com