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Il nodo privacy per il digitale UE

L'articolo di ieri in edicola su Nòva24:  NòVA  

La Commissione europea ha pubblicato la settimana scorsa la Digital Agenda, documento che rappresenta il fiore all’occhiello della strategia Europa 2020. Contiene le linee guida in campo di ICT in Europa con lo scopo di massimizzare il potenziale sociale ed economico di Internet per fare business, accrescere l’innovazione e incrementare la crescita economica.

In questo periodo la privacy è al centro dell’attenzione e rappresenta un nodo da sciogliere per il futuro, facendo attenzione a preservare le identità digitali. Da un sondaggio dell’ufficio statistico delle comunità europee (Eurostat) risulta che il 35% circa dei cittadini europei non ha scelto di comprare online perché non si è fidato della sicurezza del pagamento; quasi il 29% ha temuto per la propria privacy e ha avuto poca fiducia, preferendo la classica passeggiata verso un negozio in città.

L’Europa non poteva esimersi dal predisporre dei mezzi di tutela.

La Commissione europea proporrà entro il 2012 un Codice UE per i diritti online che riassumerà i diritti digitali degli utenti nell’Unione Europea in modo chiaro e accessibile.

Nello stesso periodo di tempo sarà fissato anche uno strumento contrattuale che sarà di complemento alla Direttiva per i diritti dei consumatori al fine di superarne la poca chiarezza e la frammentazione contrattuale.

“L’era digitale non è né il grande fratello né un selvaggio cyber west” recita l’Agenda Digitale.

Le e-mail spam sono cresciute al punto di diventare tra l’80% e il 98% della corrispondenza elettronica che circola e diffondono virus e software “malintenzionati” (fonte: European Network and Information Society Agency spam survey 2009). Gli attacchi in Europa hanno avuto anche una motrice politica come accaduto recentemente in Estonia, Lituania e Georgia. La direzione della Digital Agenda segue quelle che erano le indicazioni del precedente commissario europeo Viviane Reding:”L’Europa ha bisogno di un Mr cyber-sicurezza”, disse Viviane dopo che da Tallin indicarono i russi come responsabili dei crimini informatici nel Baltico.

Entro il 2012 sarà stabilita una piattaforma europea contro i cyber-crimini e si valuterà se creare un centro europeo collegato.

L’Agenda Digitale prevede lo sviluppo dei CERT presso le istituzioni europee, cioè di organi che raccolgano tutte le segnalazioni di crimini in rete e potenziali vulnerabilità nei software.

“Per sfruttare al massimo il potenziale digitale europeo dobbiamo ottenere un totale sostegno da parte degli Stati membri, dal settore dell’ICT e da tutte le componenti economiche vitali”. Ha sottolineato Natalie Kroes, commissario europeo per la Digital Agenda.

Quello che l’Europa si aspetta dai singoli paesi membri è la nascita di una rete di CERT a livello nazionale che copra tutta l’Europa. I singoli stati saranno così impegnati a cooperare con la Commissione europea al fine di simulare degli attacchi e testare le strategie di difesa.