“Controllo,
censura e stretta sorveglianza in rete sono la via verso l’inferno
dittatoriale”. Cory Doctorow si è espresso così
parlando della nuova legge antipirateria digitale varata dal Governo di Sua
Maestà ad Aprile. Il giornalista-guru canadese, curatore del blog BoingBoing, non ha usato
mezzi termini: “È la migliore legge che i
soldi possono comprare”.
Il Digital Economy Bill (qui una miniguida pubblicata dal Guardian), approvato il 12 Aprile, entrerà in vigore il 12 Giugno, è figlio di un
accordo tra Internet Provider, major e società di gestione collettiva. Mira a
punire il download illegale tagliando la connessione a chi sarà sorpreso a
scaricare materiale protetto da copyright.
Dopo una violazione, i titolari dei diritti d’autore potranno inviare al provider una segnalazione dell’infrangimento della legge dimostrandone l’evidenza. La comunicazione con l’indicazione della legge
violata andrà fatta entro un mese
dal presunto abuso.
Se
richiesto il provider dovrà fornire ai titolari dei diritti una lista che
elenchi ogni diritto d’autore leso dagli utenti che resteranno anonimi.
La
connessione a Internet potrà essere così temporaneamente sospesa se il diritto
di autore è infranto più volte a seguito degli avvertimenti del provider.
Riguardo al diritto intellettuale la pena pecuniaria massima che potrà essere comminata è di 50mila sterline.
L’Ofcom,
autorità inglese che regola le comunicazioni britanniche, ha stabilito che i
provider che non mettono in atto misure tecniche contro i propri abbonati
potranno essere sanzionati con pena pecuniaria fino a 250mila sterline.
Sarah Ludford è membro
dei liberal-democratici al Parlamento europeo: “L’Ofcom avrà bisogno dai 6 ai 9 mesi per disegnare delle linee guida o
un codice che stabilirà come i provider dovranno confrontarsi con il download
illegale. In caso non vi riuscisse, l’Ofcom considererà di prendere delle
misure tecniche, come tagliare la connessione Internet e limitare la banda
degli utenti. I liberal-democratici hanno votato contro il Digital Economy Bill
e anche contro altre proposte dei conservatori per la censura del web”.
Ricorda l’Hadopi francese, il provvedimento legislativo con cui al terzo download illegale ci può essere il taglio della connessione internet.
È giusto segnalare che uno studio
dell’Università di Rennes svela che dopo l’entrata in vigore dell’Hadopi gli
utenti che scaricano sono cresciuti del 3%.
Tra i liberali
democratici britannici schierati contro il Digital Economy Act c’è in prima
fila il loro leader: Nick Clegg:
“Mi
sto impegnando per far abrogare questa legge che priva i cittadini britannici
di una libertà fondamentale che è quella in rete”.
Nick è stato membro del
Parlamento europeo fino al 2004 ed è un europeista convinto, uno che va
controtendenza. Ha affermato, nel Regno in cui la sterlina rappresenta un
simbolo nazionale, che l’euro potrebbe essere adottato a breve.
“Il
Digital Economy Bill richiedeva più dibattito ed emendamenti. Siamo
estremamente preoccupati perché può colpire cittadini innocenti che possono
vedere la loro connessione tagliata”.
Clegg ha definito il Digital Economy Act un inganno, uno “stitch-up”. Ne ha parlato nel dibattito digitale su YouTube e Facebook che ha visto protagonisti tutti e tre i candidati al 10 di Downing Street: Gordon Brown dei laburisti e David Cameron per i conservatori, che hanno risposto alle domande degli elettori. (link).
Il popolo della rete ha
già iniziato a dare la propria risposta al Digital Economy Bill: fatta la legge
trovato l’inganno. Si trovano già trucchi per eludere la restrizione come
segnala Stefano Quintarelli sul suo blog.
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