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Zeman: un innovatore all’attacco

Dscf2532Zeman torna ad allenare. La notizia è che il boemo Zdenek Zeman torna nel mondo del calcio giocato dopo un lungo periodo di esilio.

Chi è di Foggia lo ricorda per il miracolo calcistico di portare una squadra dalla serie C fino al nono posto in serie A, sfiorando l’ingresso in coppa Uefa all’ultima giornata.

 “All’inizio degli anni ’90 una squadra del Sud Italia approda in serie A sconvolgendo il calcio italiano. È il Foggia di Zeman.  Giocatori sconosciuti reclutati a poco prezzo nelle serie minori allenati dal boemo all’uso spericolato della zona. Provocarono sudori freddi a squadre costate miliardi”. 

Inizia così il documentario di Giuseppe Sansonna (3 parti sono iutubbate alla fine di questo post) e in queste poche righe iniziali sono riassunte delle parole chiave che si pongono alla base della filosofia zemaniana: sconvolgere; giocatori sconosciuti a poco prezzo; zona spericolata.

Sconvolgere? Sì, calcisticamente proponendo una filosofia integralista di attacco alla quale non si viene mai meno. Anche se si vince 4 a 1 in trasferta al 71° minuto si deve continuare ad attaccare per rispetto dello spettacolo da offrire al pubblico fino all’ultimo, a rischio del risultato. (Atalanta – Foggia 4 a 4 finale, da 1 a 4 al 71esimo). Non verrà mai inserito un difensore al posto di un attaccante per mantenere un risultato di vantaggio perché il modulo sarebbe snaturato: "Modulo e sistemi di allenamento non li cambierò mai, qui a Roma come in un'altra città. Per coprire il campo non esiste un modulo migliore del 4-3-3". Disse quando giunse nella Capitale.  “Da piccolo a Praga mi dissero ‘prendi quella posizione’ e mai ‘prendi quell’uomo’: da quel giorno non ho più cambiato idea, sarebbe stata la zona il mio modulo di gioco ideale”.

Il divertimento è alla base di tutto: “Ai giocatori piace attaccare, non piace difendere”. Vallo a spiegare a chi si presenta ai Mondiali di calcio con una linea Maginot composta da 10 difensori davanti al portiere. Quella di Zeman è una zona spericolata, ma non folle. Si punta sempre a fare un gol in più dell’avversario, non a farne uno e stare attenti a non prenderne. Il calcio è uno spettacolo e chi paga il biglietto vuole goderne. That’s the point.

Sconvolgere non solo tatticamente: “Il calcio deve uscire dalle farmacie”. La frase che ha dato inizio alle indagini del procuratore Guariniello e ha portato all’assoluzione di Agricola e Giraudo, medico e dirigente della Juventus per le accuse di doping. La Corte di Cassazione stabilì che si sarebbe dovuto procedere con un processo per abuso di farmaci, ma i tempi di prescrizione erano ormai scaduti. “Nella mia carriera mi sono procurato tanti nemici: meglio così, loro rappresentano uno stimolo”.  E poi una frase per gli amanti dei tatuaggi da incidersi sul petto: ”A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio, oggi, è sempre più un’industria e sempre meno un gioco”.

Giocatori sconosciuti. La valorizzazione dei giovani calciatori pescati nelle serie minori ha contraddistinto Mister Zeman. La mole di lavoro che Zeman impartisce ai suoi uomini è imponente. Il lavoro fisico basato su potenziamento e corsa sono fondamentali. I foggiani ricordano le ripetute sulle gradinate dello Stadio Pino Zaccheria con dei pesi attaccati alle caviglie per rendere più impegnativo l’esercizio. Ma la corsa non deve essere scriteriata: “Non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri”. Signori, Baiano, Rambaudi, Di Biagio, Petrescu, Kolivanov, Shalimov. Sono alcuni dei giocatori che hanno trovato esaltazione negli schemi zemaniani e sono arrivati a vestire la maglia della loro Nazionale.

Sandro Simone, giornalista e scrittore scrive: Lunedì arriva Zeman a Foggia. Si iniziano a scaricare tir di sigarette

Fumatore incallito Zdenek, vizio che lo accomuna al giallorosso Antonello Venditti. Il cantautore gli ha dedicato una canzone per celebrare il periodo di calcio-spettacolo nella capitale, La Coscienza di Zeman. “Il pareggio mai, tu non lo firmerai mai perché non cambi mai”. (su YouTube)

Col ritorno del re del grano Don Pasquale Casillo nel calcio, torna anche Zeman, da molti considerato un perdente di successo. “Non ha mai vinto niente”, la critica più diffusa che gli viene diretta, insieme a quella di essere uno che destabilizza il sistema (ce ne fossero). La risposta di Zeman è diretta come è tipico del suo modo di agire: “Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente”.

Di seguito, tre parti del documentario Zemanlandia (2009). (la foto sopra è di Fabio Tiberio, durante la presentazione del documentario a Roma e le mille sigarette…)

Prima Parte:


Seconda Parte
 


Terza Parte