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Intervista con Pete Cashmore di Mashable

Petepassport mia intervista per il cartaceo di Nòva24 da:
MONACO DI BAVIERA –
Pete Cashmore è il fondatore di 1
Pete scrive ogni settimana di tecnolgia per la Cnn. Il potenziale degli editori online gli è chiaro. «Il potere è nel brand advertising, in particolare è molto potente il social advertising. I pubblicitari ci contattano per raggiungere un certo target demografico. Per esempio ci stiamo occupando della campagna Refresh Project di Pepsi. Noi la supportiamo con dei post su Mashable sul web design di successo, inserendo un logo con scritto "supported by Pepsi"».

Il brand deve mostrare emozioni secondo Pete. «Il problema è che il brand è spesso anonimo, difficile da connettere». Gli piace spiegarsi con esempi: «Il brand Ann Taylor ha creato una pagina fan su Facebook e ha iniziato a inserire immagini di modelle magre con i loro vestiti. La gente non riusciva a immedesimarsi. Hanno iniziato così a umanizzarlo postando foto di persone normali, in ufficio». Uno dei valori aggiunti di Mashable, e a cui Cashmore tiene molto, è la precisione dei dettagli: «Quello che si trova in rete è spesso inaccurato. Credo che sia una caratteristica che fa la differenza, sia per noi che per Techcrunch e altri blog specializzati». La diffusione di Mashable è avvenuta proprio con i social media. «La nostra audience è fondamentalmente composta da editori che condividono sui social media il nostro materiale. Possiamo così dire che la nostra audience è il nostro canale di distribuzione». (g.d.pa.)

twitter.com/giovannidepaola