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Lettere al mio vicino serbo

Lettere cox cut

La denuncia dei massacri, delle brutali repressioni, delle fosse comuni, dei villaggi rasi al suolo e dell’esodo senza fine del popolo kosovaro, contrapposto a quello serbo, verso le vicine Albania e Macedonia. Di questo tratta nel suo libro “Lettere al mio vicino serbo”, presentato a Bruxelles il 7 ottobre, Gani Azemi, giornalista, scrittore, collaboratore dell’ex presidente del Kosovo Ibrahim Rugova e consigliere presso l’ambasciata del Kosovo a Bruxelles. Azemi tenta di creare un ponte letterario immaginario con un concittadino serbo, divenuto negli anni un intellettuale vicino al regime di Milosevic, scrivendogli 27 lettere tra il novembre 1989 e il febbraio 2008, data dell’indipendenza del Kosovo. L’autore pone l’interlocutore di fronte alle sue responsabilità, sottolineando quanto il silenzio possa rappresentare una colpa ancora più grave delle parole. “Perché taci?” è il grido di Azemi verso colui il quale un tempo era il suo vicino: “Al vicino ci lega il dovere dell’aiuto reciproco ed il mutuo rispetto quale che sia la sua cultura o tradizione” dice Azemi “per questo noi albanesi del Kosovo non capiremo mai come i Serbi abbiano potuto uccidere donne, vecchi e bambini che un tempo erano loro vicini”.

Prezzo 15 € . Bianca e Volta edizioni. Traduzione in italiano affidata a Marco Cesario.

 

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