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Alcune considerazioni a proposito del gender gap su Wikipedia

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di Ginevra Sanvitale, da New York. A Washington per Wikimedia

 
Il gender gap su Wikipedia c’è, e si vede.

Nel febbraio dello scorso anno Sue Gardner, l’executive director della Wikimedia Foundation, pubblicava sul suo blog un articolo dal titolo “nove ragioni per cui le donne non editano Wikipedia”. Tra queste ne troviamo solo tre che siano direttamente riconducibili al genere. Le altre sei sono basate su argomenti quali “non ho tempo”, “non sono in grado di usare l’interfaccia”, “non voglio che quanto scrivo venga modificato”: motivazioni che emergono in tutti i sondaggi sulla partecipazione a Wikipedia, sia l’intervistato uomo o donna.

Altro aspetto del gender gap è la tipologia di argomenti trattati su Wikipedia, considerata sbilanciata verso l’universo maschile (e geek). A tal proposito, Jimmy Wales ha citato il caso dell’abito nuziale di Kate Middleton durante Wikimania: voce creata e subito proposta per la cancellazione.

Tuttavia, considerare il vestito della duchessa di Cambridge come vessillo della lotta per la parità tra i sessi su Wikipedia sarebbe fuorviante e riduttivo - nonché falso.

Fuorviante perché, alla fine, la pagina è stata tenuta grazie anche al voto favorevole di molti utenti di sesso maschile; riduttivo perché lottare contro il gender gap partendo dallo stereotipo donna e vestiti sarebbe oltremodo contraddittorio; falso perché, avendo partecipato a Wikimania ed essendo una donna, posso affermare che del vestito di Kate Middleton si è smesso di parlare nel momento in cui è stato nominato. Le donne wikipediane sanno bene che il gender gap sull’enciclopedia è risultante da un gender gap ancora più odioso: quello da cui non si può scappare spegnendo il computer. 

 

Commenti

Ho sempre pensato che imporre strumentalmente la parità numerica tra i generi sia un non senso, come rimbiancare una casa che ha dei problemi strutturali. Io penso che le pari "opportunità" siano una cosa seria e non da considerare a senso unico. Comunque, qualsiasi cosa una persona del genere maschile dica o pensi su questo tema appare come sessista e questo crea una condizione di stallo in cui chi può ed ha pochi scrupoli, da una parte e dall'altra, approfitta dello status quo e da una parte e dall'altra lo peggiora.

Ciao Guglielmo,
in che senso parli di "imporre strumentalmente la parità numerica tra i generi": dici in generale o in relazione all'articolo?
Sono d'accordo sul fatto che le pari opportunità non vadano considerate a senso unico, tuttavia quando c'è un evidente e forte sbilanciamento verso l'uno o l'altro genere sarebbe opportuno farsi delle domande sul perché questo accade e cercare di capire se sia un problema risolvibile o meno.
Personalmente non sono a favore di misure come le quote rosa e simili, proprio perché come dici tu creerebbero una ulteriore discriminazione, ma ci sono cento altri modi per affrontare il problema senza conseguenze di questo tipo così forti.

Penso che il problema sia a monte.
In generale le donne, specie quelle che lavorano, hanno meno tempo per tutto, perché devono fare più cose rispetto a un uomo: quindi meno tempo per il lavoro (di conseguenza mediamente meno carriera) e meno tempo libero (incluso per Wikipedia). Il gap sta lì: più che le pari opportunità le donne dovrebbero riappropriarsi del proprio tempo, perché altrimenti nessun progetto equalitario, imposto o meno, funzionerà: se anche un 50 per cento di posti fosse riservato alle donne, ma non ne trovi disposte a concorrere perché non hanno tempo, soprattutto tempo di adattarsi, non esiste alcun discorso di quote rosa. Parimenti su Wikipedia, che è un progetto che richiede qualche tempo per adattarsi alle regole (che non sono intuitive, bisogna dirlo): molte donne hanno meno tempo degli uomini e quindi non ci si avvicinano proprio.

Sono d'accordo con te, Sergio.
Purtroppo la maggior parte dei problemi riscontrati dalle donne su Wikipedia sono diretta conseguenza delle disparità esistenti nella vita reale, dunque non sono così facili da risolvere.
Tuttavia si può sempre tentare: su Wikipedia in lingua inglese, ad esempio, esiste un progetto chiamato Tea House volto proprio a seguire i nuovi collaboratori aiutandoli a districarsi nel marasma di regole e codici. Per il momento non ci sono dati utili sull'effettività della cosa perché è stato lanciato da poco, ma speriamo che possa essere utile per tutte quelle donne che non hanno tempo di leggere e capire tutte le norme da rispettare ma vorrebbero comunque dare un contributo.

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