Nova100
04 Febbraio 2013

Con il grafene si punta a superare la legge di Moore

Articolo pubblicato ieri su Nòva24.

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«Il grafene rappresenta una rivoluzione simile a quella a cui abbiamo assistito nel secolo scorso con l'utilizzo dei polimeri per produrre plastica». Non ha dubbi il ricercatore italiano Vincenzo Palermo dell'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Cnr, raccontando del progetto "Graphene". 
«Il Cnr si occuperà di dare il suo contributo nelle parti relative all'energia e ai nanocompositi», indica Luigi Ambrosio, direttore del dipartimento di Scienze chimiche e tecnologie dei materiali del Cnr. Il Centro nazionale di ricerche è uno dei partner italiani del progetto "Graphene" insieme al Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Istituto italiano di tecnologia, Bruno Kessler Foundation, Università di Trieste, ST Microelectronics. Il progetto è diretto da Jari Kinaret, dell'Università di Chalmers, in Svezia, e vi partecipano più di 100 gruppi di ricerca, con 136 ricercatori principali, tra cui quattro vincitori del premio Nobel. «Il nostro dipartimento di Fisica – spiega Giulio Cerullo del Politecnico di Milano – si concentrerà sulla fotonica e la nanoelettronica».

«Per quanto riguarda la fotonica – continua Cerullo – si cercherà di sfruttare le proprietà uniche del grafene, in particolare la sua estrema velocità di risposta e la sua capacità di lavorare a qualunque lunghezza d'onda, a qualunque colore della luce». Le scoperte sul grafene hanno permesso ai fisici Konstantin Novoselov e Andre Geim di vincere il Premio Nobel per la fisica nel 2010.
«L'ambizioso obiettivo a lungo termine di questo progetto – racconta Roman Sordan, del laboratorio Lness del Polo di Como del Politecnico - è superare le limitazioni imposte dalla legge di Moore sulla potenza di calcolo dei computer, rimpiazzando nei circuiti integrati i semiconduttori convenzionali come il silicio con il grafene».

«Il grafene – fa notare Palermo – a differenza del silicio, è fatto di carbonio, il carbonio è lo stesso materiale che costituisce la plastica e anche il nostro corpo. Il grafene può essere funzionalizzato, modificato chimicamente in tantissimi modi. Nel lungo termine potremmo avere un materiale che si integri con tutti gli oggetti della nostra vita quotidiana: un'elettronica basata sul carbonio che sia più pervasiva».