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Il giornalista deve essere anche un business man

Bethpolish  <<Il giornalismo non si differenzia da altri campi, anche in questo settore serve fare soldi. Non è mai credibile quando è gratis perché il lettore che compra il giornale sta dando soldi per disporre degli occhi del reporter>>. Il profitto è essenziale nel mondo dell’informazione dice Beth Polish (foto a sinistra), creatrice e direttrice del programma di Innovazione della Hearst Corporation, una delle maggiori compagnie di mass media statunitensi, tra i più grandi oligopolisti nel mercato. 


<<Nessun giornale in Francia, tranne lo storico quotidiano satirico Le Canard Enchainé, produce denaro>>. Fa eco Bernard Volker, da più di 40 anni nel giornalismo francese, direttore della storica scuola di Parigi, Sciences-Po, nata nel 1872.  


Come si può allora garantire la libertà di informazione se la situazione è così critica che in uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea i giornali non danno profitto?
<<Molto dura – dice Bernard  – perché  a causa di questa situazione difficile – il Governo ha 

iniziato a elargire
sovvenzioni e questa situazione non piace a nessuno, né al Governo né alle
testate>>.
 

In Francia Le Figaro, che solo nel primo semestre 2009 ha
perso il 13% delle vendite, non gode di finanziamenti governativi, ricorda Bernard,
ma è sponsorizzato dal gruppo industriale Dassault, attivo nei settori
dell’aeronautica, dell’informatica e della viticoltura oltre che della stampa. <<Solo accettando questa situazione i
giornali cartacei non spariranno immediatamente>>. 


Marinetti_Futurist_Manifesto_Le_Figaro_20_February_1909    

Beth Polish, che è
anche insegnante di imprenditoria alla New York University, fornisce la sua
ricetta per affrontare il futuro: sarà la multimedialità a consentire il
superamento della fase critica.

I costi eccessivi possono essere abbattuti con l’utilizzo
dei nuovi media e il passaggio all’on-line. Non vale solo per la stampa, anche
gli studi televisivi hanno dei costi non più affrontabili e l’utilizzo di
computer come fossero veri e propri studi di registrazione rappresenta il
futuro: <<Il modello di business
dei giornali è rimasto bloccato negli ultimi 10 anni, basato su una struttura
gerarchica>>.
 


Il giornale cartaceo per Beth è desueto perché: <<Con i feed RSS, sul web, posso ricevere
informazioni sul tema che mi interessa di più. Invece su un giornale  che compro in edicola trovo anche altre notizie
che magari non mi interessano>>. 


Alla Hearst Corporation sono le
nuove idee al centro dell’attenzione: <<Quello che abbiamo fatto è organizzare un programma in cui tutti, nella
compagnia, possono proporre idee per un nuovo business. Il modello con cui
operare è di venture capital, non c’è bisogno di un intermediario, si viene da
me e si risponde ad alcune domande. Non bisogna conoscere statistiche o numeri,
ma spiegarmi perché si pensa che questo possa essere un buon business. Se si
intravede un potenziale si cercano le risorse per svilupparlo>>.


Gli esempi che indica Beth sono quelli dei Coldplay che a Maggio 2009 hanno
reso disponibile gratis il loro nuovo cd LeftRightLeftRightLeft sul sito web http://www.coldplay.com/
ed è stata una mossa vincente, scaricato da più di 3 milioni e mezzo di utenti
hanno avuto un ampio guadagno. Altra via da seguire è quella di Seth Godin,
guru statunitense di strategia di mercato, ideatore del Permission Marketing: lasciare il libero arbitrio al consumatore che accetta volontariamente il
dialogo col venditore. Si oppone all’Interruption Marketing, strategia ormai
desueta che mira a far propria l’attenzione del consumatore attraverso una
comunicazione invasiva (vedi pubblicità televisiva).


Seth Godin ha uploadato alcuni dei suoi libri on-line e li ha resi disponibili
gratuitamente.


Applicando il concetto da
lui teorizzato di Permission Marketing, ha aperto il suo mercato a più di 40
Paesi differenti, autopromuovendosi anche come speaker world wide. Altro
esempio che Beth evidenzia è quello di Clay Shirky, creatore dell’espressione “The Internet runs on love”, che ha
sottolineato come Internet esista da 40 anni, ma da 20 anni i singoli individui
hanno iniziato l’utilizzo e da 10  Internet
è diventato mainstream. 


Un nuovo processo è obbligato: <<Quello che so di sicuro è che il giornalista del futuro ha
bisogno di essere anche un business man e non vuol dire che scriverà solo
articoli che gli porteranno il miglior profitto, ma sarà cosciente che c’è un
guadagno che gli consente di svolgere il proprio lavoro>>.


di seguito altri articoli qui pubblicati sul passaggio dal giornalismo cartaceo a quello online:


INTERVISTA CON JIMMY WALES(WIKIPEDIA):I QUOTIDIANI NON SCOMPARIRANNO


INTERVISTA CON JEFF JARVIS: "L'EVOLUZIONE DELLA NOTIZIA"

INTERVISTA CON SHAWN COLO DI DEMAND MEDIA:"CONDIVISIONE COME MISSION"

Intervista con David Kirkpatrick:"LA CHIAVE È NELLA PUBBLICITÀ"