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Il popolo del web non esiste


Stazione Si legge spesso sui giornali, maggior parte delle volte cartacei, l’espressione "il popolo del web”.

La trovo sbagliata. Il web è un luogo. Dove si va per trovare informazioni, amici, musica, film, cultura in genere, eccetera. Quindi dire “il popolo del web” è come dire il popolo delle stazioni. Termine che indicherebbe il popolo di quelli che vanno a prendere un treno, da non confondersi con il popolo di quelli che vanno a fare benzina, che sarebbe il popolo degli automobilisti, che però comprenderebbe anche il popolo dei camionisti. Poi è nato anche Il Popolo del Web che è un movimento civile, ma quando si legge "il popolo del web", chi lo scrive intende genericamente tutti gli user on-line, non gli aderenti al movimento. 

Il web è luogo comune a tutti. Il popolo del web non esiste, come non esiste il popolo di quelli che vanno in cucina a farsi un panino, il popolo di chi va al bar a prendere un ponch al mandarino, il popolo di quelli che vanno in bagno.

Il web è un luogo. Lo confermava Jeff Jarvis, giornalista, blogger, professore di New Journalism alla City University di New York.

Me lo ribadiva Alessandro Gilioli in una intervista telefonica sullo sciopero dei blogger a luglio 2009.

Che poi come diceva tre anni fa Reid Hoffman, creatore di LinkedIn, parlando nello specifico di social network: le persone vanno su MySpace come al bar, LinkedIn per lavorare e Facebook per trovare gli amici del college.

Ora, le persone (non il popolo del web) vanno anche su Facebook non solo per prendere un drink, ma anche per ragioni di lavoro. Come cambia velocemente il web, in cui le persone si incontrano. Le persone. 

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