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Portavoce della Commissione Ue smentisce tweet in diretta

 

BRUXELLES  - Dopo il 'boom' di iscrizioni a Twitter dei Commissari europei negli ultimi mesi, anche i loro portavoce scendono in campo, o meglio in rete.

Succede nella sala stampa della Commissione europea. "Prima di concludere – esclama un portavoce della Commissione Ue al termine dell'incontro quotidiano con i giornalisti – ho visto dei tweet fatti da voi [giornalisti] su quello che ho detto in sala stampa e allora andiamo a fare un 'live'. Mi permetto di dire che non ho collegato l'articolo 65 e Schengen. Non è la stessa cosa''. Così il solerte spokesman controllando sul suo blackeberry smentisce quanto twittato in diretta dai giornalisti. E continua indicando altre imprecisioni.

Alla fine del suo intervento, il portavoce aggiunge: "Chi ha twittato questo si riconoscerà. Invito a utilizzare le parole corrette che ho usato io. Può [Il giornalista] anche fare un tweet per dire che ho corretto il suo tweet".

Prima di questo episodio, è capitato anche a un altro collega giornalista di ricevere una mail da un funzionario della Commissione Ue che gli chiedeva di ''cancellare un tweet perché non veritiero''.

Una rettifica istantanea.

Twitter è uno strumento serissimo e potente.  E l'Unione europea lo ha riconosciuto ufficialmente. 

Qui la lista dei Commissari europei su Twitter.

@giovannidepaola