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ClimateStrike, cortometraggio semiserio sul cambiamento climatico

“Dopo l’Artico, la California, l’Amazzonia, l’Africa, ora è l’Australia a vivere l’ennesima catastrofe ambientale. Oltre a perdere patrimoni ambientali, come l’Isola dei canguri andata distrutta, ne va del nostro presente e del futuro di chi verrà dopo di noi. Cosa aspettano i governi ad agire ORA?” Abbiamo presentato così con l’attore romano, Francesco Cardarelli, il cortometraggio semiserio “ClimateStrike” che abbiamo lanciato a Bruxelles questa settimana. È un esperimento video, girato e montato interamente con uno smartphone. Proviamo a sottolineare come l’azione individuale di ogni cittadino abbia un impatto limitato per fermare il riscaldamento globale. Per quanto ognuno di noi si impegni nella raccolta differenziata o tenti di cambiare il proprio stile di vita per avere un impatto minore sulla Terra, si potrà cambiare molto poco se non interverranno i governi con politiche mirate. Abbiamo attraversato il decennio più caldo mai registrato nella storia dell’uomo e il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato sul nostro pianeta. Il 2020 deve diventare l’anno dell’azione. Il nostro video vuole essere solo un piccolo contributo.